segunda-feira, 12 de maio de 2008

Abbazia Olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano






Abbazia olivetana di San Nicola
a Rodengo - Un priorato cluniacense originariamente dedicato a San Pietro sorse alla fine del sec. XI, ma nulla ne resta. Nel 1446 papa Eugenio IV assegnava il monastero agli Olivetani. Entro il secolo erano probabilmente completati i chiostri: più antico quello occidentale; di fine '400 il meridionale; rifatto nel 1560-70 (a causa dell'ampliamento dei piani superiori) quello attiguo alla chiesa. In questa fase fu completato e decorato anche il grande refettorio. Nel 1496 entrò nel monastero fra Raffaele da Brescia, al secolo l'intarsiatore Roberto da Marone, autore del leggìo - eseguito su cartoni del Romanino - oggi custodito nella Pinacoteca Tosio-Martinengo a Brescia. Sono invece di Cristoforo Rocchi (1480) le tarsie del coro. Intorno al 1538 Romanino fu chiamato ad affrescare i chiostri. Poi Gambara affrescò l'atrio del refettorio. Nel 1588 Pietro da Marone lavorò nei chiostri e nei corridoi e nel 1608 Grazio Cossali dipinse nel refettorio. Nella chiesa è la tela del Moretto coi Santi Pietro e Paolo. Il convento riprese vita dal 1969 col ritorno degli Olivetani.

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